Decreto Semplificazioni: pubblicati conversione in legge e testo coordinato

La legge 12/2019, pubblicata in Gazzetta, reca la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 135/2018, “Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione”

E’ stata pubblicata, nella Gazzetta Ufficiale n.36 del 12 febbraio, la legge 12/2019 dell’11 febbraio di conversione in legge del decreto-legge 135/2018, cd. Decreto Semplificazioni. Contestualmente, è stato pubblicato nella stessa GU il testo coordinato del decreto-legge con la legge di conversione.

Le novità di interesse per i comuni

  • associazionismo comunale: gli obblighi di gestione associata delle funzioni fondamentali, previsti dal decreto-legge 78/2010 e sulla cui legittimità costituzionale è attesa a breve una pronuncia della Corte Costituzionale, vengono prorogati al 31 dicembre 2019;
  • anticipazioni di liquiditàallungamento al 30 dicembre del termine di rimborso delle anticipazioni sblocca-pagamenti, al momento fissato al 15 dicembre come previsto dal comma 849 art.1 legge 145/2018;
  • mutui negli enti in riequilibrio finanziario: viene modificato l’art.243-bis del TUEL, prevedendo che i comuni che fanno ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale possano contrarre mutui anche per la copertura di spese di investimento “strettamente funzionali all’ordinato svolgimento di progetti e interventi finanziati in prevalenza con risorse provenienti dall’Unione europea o da amministrazioni ed enti nazionali, pubblici o privati“;
  • alienazioni immobiliari: diventa strutturale, e non solo limitata al triennio 2018-2020, la possibilità per gli enti locali di utilizzare i proventi derivanti dalle alienazioni patrimoniali (fino al 90%), per finanziare le quote capitali dei mutui o dei prestiti obbligazionari in ammortamento nell’anno o in anticipo rispetto all’originario piano di ammortamento;
  • stralcio delle mini-cartelle: comuni e province potranno ripartire su un arco temporale di 5 anni la perdita sui crediti iscritti in bilancio e divenuti inesigibili per legge, a seguito dell’operazione di cancellazione automatica dei vecchi ruoli fino a 1.000 euro disposta con il decreto fiscale;
  • Fondo Imu-Tasiripristino a 300 milioni e applicabilità anche alla spesa corrente del fondo. Gli enti locali interessati (circa 1.800) potranno nuovamente iscrivere a bilancio lo stesso importo del 2018 e continuare ad utilizzarlo (come sempre avvenuto) anche per finanziare spese correnti. L’utilizzo non dovrà essere certificato dai comuni alla voce “contributo investimenti legge di bilancio 2019” nella banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP);
  • incrementi alle indennità di posizione organizzativa: negli enti privi di figure dirigenziali vengono esclusi dal limite di spesa per il trattamento accessorio gli incrementi alle indennità di posizione organizzativa disposti dall’ultimo CCNL;
  • estensione dell’obbligo di etichettatura di origine per tutti i prodotti alimentaril’indicazione di origine delle materie si estenderà a tutti i cibi confezionati (salumi, carni trasformate, marmellate, succhi di frutta, ecc.), e non più solamente a pasta, passate di pomodoro, miele, pesce.

L’Anci, in una nota, ha espresso soddisfazione per il recepimento di alcune norme:

  • il ripristino dei 300 milioni del fondo IMU-TASI, con l’aggiunta dei 110 milioni mancanti e la sostanziale abolizione dei vincoli di destinazione;
  • l’istituzione del tavolo tecnico per la ristrutturazione del debito;
  • l’incremento del fondo per la videosorveglianza e la possibilità assicurare un ristoro del 100% per le spese dovute a sentenze conseguenti a calamità naturali;
  • la stabilizzazione dell’utilizzo dei proventi derivanti da alienazioni patrimoniali per l’estinzione anticipata del debito;

Si evidenzia altresì che:

  • rimane invariata la norma della Legge di Bilancio 2019 sulla dimensione dell’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) che incide negativamente sugli equilibri di parte corrente e la restrizione dell’anticipazione di tesoreria (limite ridotto a 4/12 delle entrate), solo parzialmente mitigata dall’anticipo ai prossimi giorni della prima erogazione del fondo di solidarietà comunale.;
  • il non accoglimento di rendere facoltativa, come già previsto per il bilancio consolidato, la contabilità economico-patrimoniale per i piccoli comuni;
  • il parziale accoglimento della proposta dell’Anci di eliminare il tetto al salario accessorio dei funzionari intermedi dei comuni (posizioni organizzative), imitata ai soli comuni privi di dirigenza.

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